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NEWS: Medfilm Festival 2016 - Vincitori

MEDFILM FESTIVAL 2016: TUTTI I VINCITORI

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MEDFILM FESTIVAL 2016 – XXII EDIZIONE
4 – 12 NOVEMBRE | ROMA
CINEMA SAVOY / MUSEO MACRO

Festival di Interesse Nazionale, Manifestazione Storica del Comune di Roma, Festival di Interesse Culturale per FORUM MEDITERRANEO e PARTENARIATO EURO-MEDITERRANEO

La 22° Edizione del MedFilm Festival si è conclusa con un grande successo decretato dalla sentita partecipazione del pubblico, che ha seguito numeroso questa intensa nove giorni di cinema, e dall’accresciuta attenzione da parte della stampa italiana ed internazionale, che ha dedicato al festival recensioni, focus, interviste ed approfondimenti.

Con un programma composto da 90 film, di cui 60 anteprime italiane, europee ed internazionali, accompagnati da tanti prestigiosi ospiti, il MedFilm Festival ha dato ancora una volta testimonianza diretta del variegato contesto culturale e politico che rende unica l’area Euro-Mediterranea, proponendo un modello di festival aperto, inclusivo e partecipato, in cui le opere e i loro autori, così come il pubblico, la stampa e lo staff del festival, sono al centro di un progetto culturale e pedagogico che fa dell’incontro, del dialogo e della condivisione di idee, il suo punto centrale. In questo senso, molto importante è stato il contributo offerto dall’Istituto Superiore Cine-Tv R. Rossellini, che ha permesso la partecipazione di circa cinquanta suoi studenti chiamati a giudicare i film in concorso così come a realizzare interviste ai registi e a filmare tutti i momenti più importanti del festival, masterclass, incontri letterari e dibattiti. Forte anche la partecipazione degli studenti universitari, costituiti in giurie, che hanno lavorato sulla selezione dei film proposti nelle tre categorie ufficiali.

La Serata di Chiusura del festival ha visto la consegna dei Premi ai vincitori delle diverse categorie e in particolare il conferimento del Premio AMORE E PSICHE al film “INVERSION” di Behnam Behzadi (Iran), vincitore della 22° Edizione del Medfilm Festival e di altri due Premi Collaterali attribuiti dalla Giuria PiuCulture e da quella Universitaria. Per la prima volta in ventidue anni di storia del festival, lo stesso film è stato giudicato il migliore da tutte le giurie, e dunque da un pubblico trasversale ed eterogeneo, che va dai 17 anni in su, segno dell’indiscutibile qualità artistica dell’opera e soprattutto dell’universalità dei temi affrontati. In questo senso, il film iraniano potrebbe sicuramente affacciarsi nel mercato italiano e trovare il proprio spazio. Il MedFilm Festival si impegnerà con accresciuta forza e convinzione alla ricerca di spazi di distribuzione complementari a quelli attuali, poco attenti alla varietà della produzione cinematografica dell’area Euro-Mediterranea.

Le Giurie hanno decretato i vincitori di questa edizione:

CONCORSO AMORE E PSICHE
La Giuria, composta da Federico Pontiggia, Angela Prudenzi, Isabella Ragonese, Claudia Bedogni e Tiziana Lo Porto, ha deciso di assegnare i seguenti premi:

Premio AMORE E PSICHE al Miglior Film a: “INVERSION” di Behnam Behzadi (Iran)

Per la capacità di innovare poeticamente la lezione umanista del cinema iraniano, tramutando il soffocante clima atmosferico in un sole femminile che irradia empatia e speranza a ogni latitudine.

Premio SPECIALE DELLA GIURIA a: “KINDIL” di Damien Ounouri (Algeria / Kuwait / USA)

Per il talento nel denunciare la realtà con originalità stilistica restituendo al genere il suo territorio di elezione: il cinema.

Premio ESPRESSIONE ARTISTICA per la Miglior Regia a: “LE JARDIN D’ESSAI” di Dania Reymond (Francia / Algeria)

Per la felice e gioiosa riaffermazione del cinema quale strumento privilegiato di descrizione e analisi della realtà, in grado di stemperare la drammatica eredità dell’Algeria nell’apertura incondizionata e fiduciosa al futuro delle giovani generazioni.

CONCORSO OPEN EYES
La Giuria, composta da Roberto Silvestri, Irene Dionisio, Tarek Ben Abdallah, Francesca Bellino e Katia Ippaso, ha deciso di assegnare i seguenti premi:

Premio OPEN EYES al Miglior Documentario a: “BETWEEN FENCES” di Avi Mograbi (Israele / Francia)

Un’opera compiuta che tratta l’attuale e drammatico tema della migrazione forzata con grande rispetto verso la figura del profugo che, entrando nel gioco della finzione scenica del palcoscenico, smaschera il teatro della crudeltà internazionale.

MENZIONE SPECIALE a: “A MAGICAL SUBSTANCE FLOWS INTO ME” di Jumana Manna (Palestina)

Un’opera caratterizzata dal grande rigore nel trattamento e dallo spiccato senso poetico che conferma l’assenza di frontiere quando si entra nel territorio della musica. Un viaggio nel passato, quando la Palestina era una sola terra governata da mille musiche e non da un solo Stato.

SEGNALAZIONI

“ATLAL” di Djamel Kerkar (Algeria / Francia)

Un’opera dal grande effetto verità che, seguendo la drammaturgia del tempo in paesaggi residuali e sospesi sul nulla, mostra con poesia le rovine del nostro tempo.

“INFORME GENERAL II – EL NUEVO RAPTO DE EUROPA” di Pere Portabella (Spagna)

Il sofisticato contributo di un senatore surrealista del cinema catalano al crollo sistemico, culturale, economico-finanziario, politico ed energetico di un mondo mal globalizzato.

CONCORSO METHEXIS
La Giuria – composta dagli studenti delle Scuole Nazionali di Cinema: Karim Ejjaoui (ISCA – Institut Spécialisé du Cinèma et de l’Audiovisuel de Rabat – Marocco), Ahmed Fouad (The Egyptian Academy of Art in Rome – Egitto), Iordanis Theodosiadis (Faculty of Fine Arts Aristotle University of Thessaloniki – Grecia), Mohamed Rachid Mrabet (EDAC – Ecole des Arts et du Cinéma Tunis – Tunisia), Lola Quivoron (La Fémis – École nationale supérieure des métiers de l’image et du son, Paris – Francia), Marina Tebechrani (Faculté des Lettres et Sciences Humaine Saint Joseph, Beirut – Libano), Onuray Topaklı (MSFAU – Mimar Sinan Fine Arts University of Istanbul – Turchia), Ekaterina Volkova (CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma – Italia), Nikica Zdunic, (Academy of Dramatic Art University of Zagreb – Croazia) – ha deciso di assegnare i seguenti premi:

Premio METHEXIS al Miglior Cortometraggio a: “UMMI” di Niko Avgoustidi (Grecia)

Per le forti emozioni ed impressioni evocate dal film, per la sua capacita di affrontare problemi sociali riguardanti i rifugiati ed il modo in cui vengono accolti in Europa.

Premio CERVANTES al Cortometraggio più creativo a “BATRACHIAN’S BALLAD” di Leonor Teles (Portogallo)

Per la storia intima e di ribellione, che contribuisce alla lotta per i diritti delle minoranze discriminate, per il suo approccio forte ed originale all’argomento. Il film appare come un gesto punk, che spinge le persone a riconsiderare il loro approccio verso le comunità marginalizzate di oggi.

La Giuria ha assegnato anche una MENZIONE SPECIALE a: “ESTATE” di Ronny Trocket (Francia / Belgio)

Per il suo approccio originale che, attraverso l’incontro tra l’immobilità dell’immagine fotografica e il movimento, esprime un giudizio sul ruolo dei media nella crisi dei migranti. Una forte critica alla passività troppo spesso dimostrata di fronte a situazioni che richiederebbero un’azione e una reazione ben più decisa da parte degli esseri umani.

PREMI COLLATERALI DEL 22° MEDFILM FESTIVAL

Il Premio PIUCULTURE, organizzato con il giornale online Piuculture e assegnato da Sarra Labib, Basha Beshai, Moez Chamki, Vladimir Doda, Nibir Mamdudar Rahman, Ghiath Rammo, Spoitoru Nina (sei cittadini romani che provengono da Egitto, Tunisia, Albania, Bangladesh, Siria e Moldavia), è andato a “INVERSION” di Behnam Behzadi (Iran).

Per aver intrecciato con grande sapienza e delicatezza diversi problemi della società attuale – dall’inquinamento ambientale, che rimane un elemento trasversale a diversi paesi, al ruolo della donna nella società iraniana. Tutto questo è reso ancora più forte da un’ottima recitazione che rifugge da qualsiasi vittimismo per cogliere gli elementi più sottili ed essenziali. Un film ben scritto e ben diretto, ricco e pieno di vita.

GIURIE STUDENTI
Gli studenti delle Università La Sapienza (Lingue e Civiltà orientali e Storia dell’Arte e Spettacolo), Roma Tre (Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo), Tor Vergata (Dipartimento di Storia Patrimonio Culturale Formazione e Società), John Cabot University e dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, hanno deciso di assegnare i seguenti premi:

MIGLIOR FILM: “INVERSION” di Behnam Behzadi (Iran)

Per la capacità di porre interrogativi sulla propria identità, sia essa dettata dall’ambiente e dalle tradizioni, o da un sentire intimo. Analizzando l’irruzione della modernità e della tecnologia in una cultura secolare, il film spinge a una riflessione autocritica sulla libertà individuale e collettiva.

MENZIONE D’ONORE: “KINDIL” di Damien Ounouri (Algeria / Kuwait / USA)

Per il coraggio sperimentale e la denuncia sociale attraverso il genere horror.

MIGLIOR DOCUMENTARIO: “ZAINEB HATES THE SNOW” di Kaouther Ben Hania (Tunisia)

Per l’originalità con cui è stato ideato e costruito, per la spontaneità e l’ironia con cui viene trattato un tema più che mai attuale come quello dell’integrazione tra culture differenti, per la delicatezza con la quale si sviluppano storie e rapporti personali in grado di toccare il lato umano dello spettatore.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO: “UMMI” di Nikos Avgoustidi (Grecia)

In quanto riflette le questioni reali e attuali, quali il dramma dei rifugiati, dal punto di vista di un bambino. Uno degli aspetti più riusciti del cortometraggio è la sua capacità di evocare la cruda realtà che si cela dall’altra parte del mare.

MENZIONE SPECIALE: “AIDA” di Maysoon El-Massry (Egitto)

Per la straordinaria rappresentazione cinematografica di una umile realtà quotidiana.

GIURIA ITS ROSSELLINI

MIGLIOR FILM: “KINDIL” di Damien Ounouri (Algeria / Kuwait / USA)

La sua eleganza estetica e narrativa rende Kindil un film horror come non lo avete mai visto. Toccando il tema dell’irreale riesce a rendere poetici eventi cruenti ed attuali con una critica visibile verso la società e la sua scelta della punizione contro l’individuo e la sua successiva emarginazione e derisione. Adila Bendimerad riesce perfettamente ad incarnare la paura, il mare, un mostro, ed una vittima in un’elegantissima performance di ballo e di movimento, senza aver bisogno di parole. In questo film la paura non ti fa saltare dalla sedia, ma ti entra dentro, lenta e gelida.

MIGLIOR DOCUMENTARIO: “ATLAL” di Djamel Kerkar (Algeria / Francia)

Uno dei pochi film che veramente ha saputo documentare la verità, senza trascurare la magia cinematografica.

CINEPHILIA SCREENWRITING LAB FOR SHORTS
Realizzato in collaborazione con Cinephilia Productions e ideato dalla regista Darine Hotait, il laboratorio è un progetto che si pone l’obiettivo di aiutare i registi a sviluppare il loro potenziale di storytelling, le loro facoltà critiche e le specifiche competenze tecniche. Il lab vuole promuovere le voci più originali, visionarie e coraggiose provenienti dal Medio Oriente e dal Nord Africa. La prima edizione italiana del Lab ha selezionato 5 progetti, 3 dalla regione MENA e 2 dall’Italia. La giuria composta da Darine Hotait, Irene Dionisio e Monica Zapelli ha decretato il seguente vincitore: “SPINDRIFT” di Farah F. Naboulsi e Dalia Yassine (Libano).

NEWS: Medfilm Festival 2016

MEDFILM FESTIVAL 2016: CERIMONIA DI PREMIAZIONE

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CERIMONIA DI PREMIAZIONE DELLA XXII EDIZIONE DEL MEDFILM
SABATO 12 NOVEMBRE, ORE 20:00
CINEMA SAVOY – VIA BERGAMO, 17/25 | ROMA

Durante la serata di chiusura del MedFilm Festival saranno conferiti i tre premi principali – Premio AMORE E PSICHE per i lungometraggi, Premio OPEN EYES per i documentari e Premio METHEXIS per i cortometraggi – e tutti i premi collaterali.

A seguire, proiezione del cortometraggio “BORDERS” di Damjan Kosole (Slovenia, 10 minuti), che testimonia, attraverso un unico piano sequenza di dieci minuti, il problema dei profughi e dei confini tra Slovenia e Croazia

Conclude questa edizione del festival la proiezione del film che si aggiudicherà il Premio AMORE E PSICHE.

Ingresso gratuito con prenotazione a: [email protected]

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MEDFILM FESTIVAL 2016: PREMIO ALLA CARRIERA GIANNI AMELIO

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MEDFILM FESTIVAL XXII EDIZIONE
PREMIO ALLA CARRIERA 2016
CERIMONIA DI PREMIAZIONE
4 NOVEMBRE, ORE 20:00 – CINEMA SAVOY

Il Premio alla Carriera 2016 sarà conferito a GIANNI AMELIO in occasione della Cerimonia di Apertura che si terrà il 4 novembre, alle ore 20:00, presso il Cinema Savoy. Inoltre, mercoledì 9 verrà proiettato “IL PRIMO UOMO” alla presenza del regista.

GIANNI AMELIO

Gianni Amelio ha raccontato e continua a raccontare con lucidità e coraggio la realtà che ci circonda, puntando l’obiettivo su alcune delle pieghe più dolorosamente emblematiche del nostro tempo. Attraverso uno sguardo partecipe e rigoroso, anche e soprattutto sui temi dell’immigrazione, come con il film “Lamerica” del 1994, ha dato vita alla ricostruzione di un immaginario visivo storico-estetico allora profetico e oggi, purtroppo, ancora drammaticamente vivido riflesso del nostro quotidiano.

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MEDFILM FESTIVAL 2016: CERIMONIA DI APERTURA

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MEDFILM FESTIVAL XXII EDIZIONE
CERIMONIA D’APERTURA
4 NOVEMBRE, 20:00 – CINEMA SAVOY

Siamo lieti di annunciare la cerimonia di apertura della XXII edizione del MedFilm Festival, che si terrà venerdì 4 Novembre alle ore 20:00 presso il Cinema Savoy. Nel corso della serata, verrà consegnato il Premio Koiné al Centro per la Salute dei Migranti Forzati SaMiFo e il Premio alla Carriera al regista Gianni Amelio.

A seguire, proiezione del film “BROOKS, MEADOWS & LOVELY FACES” del regista Yousry Nasrallah, che sarà presente e incontrerà il pubblico.

SINOSSI

Yehia è una chef che con i due figli, l’appassionato cuoco Refaat e il donnaiolo Galal, gestisce una società di catering specializzata in ricevimenti per matrimoni e altre cerimonie. Sua nipote Karima è promessa a Refaat, ma lui ama Shadia, senza sapere che in realtà Karima ama un altro ma aspetta il momento giusto per rivelare il suo segreto. Durante una festa di nozze allestita da Yehia e i figli, Farid e la sua ricca moglie tentano di forzare la volontà di Yehia affinché ceda loro l’azienda. Difronte al rifiuto di Yehia, l’offerta si trasforma ben presto in minaccia. «Ho iniziato a scrivere questo progetto nel 1996. Volevo fare un film sulle cose che amo: il cibo, il sesso, l’amore e, ovviamente, la libertà. Per molto tempo, i politici mi hanno impedito di realizzarlo».

YOUSRY NASRALLAH

Nato nel 1952, studia Scienze economiche e politiche presso l’Università del Cairo e nel 1973 è ammesso alla Scuola Superiore di Cinema. Critico cinematografico, sceneggiatore, assistente di Youssef Chahine, debutta alla regia nel 1988 con “Sarikat sayfeya” (“Summer Thefts”). Presentato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, il film è considerato da alcuni critici una delle pellicole che hanno contribuito alla rinascita del cinema egiziano negli anni Ottanta. In seguitio realizza film come “Mercedes” (1993) e “El medina” (“The City”, 1999), entrambi presentati a Locarno, “Ehky ya Scheherazade” (“Scheherazade, Tell Me a Story”, 2009), che vince il Premio Lina Mangiacapre a Venezia, e “Baad el mawkeaa” (“After the Battle”, 2012), in concorso a Cannes e presentato al MedFilm Festival 2013.

La serata d’apertura è a ingresso libero tramite prenotazione all’email del festival: [email protected]

NEWS: Cinema Italien a Tunis - activity

A TUNISI TORNANO LE GIORNATE DEL CINEMA ITALIANO

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MedFilm Festival prosegue il suo viaggio verso Sud. Dopo la tappa di Tétouan in Marocco, a un mese dalla 22° edizione dello storico festival romano dedicato al cinema del Mediterraneo, il MedFilm approda in Tunisia per la seconda volta con le Giornate del Cinema Italiano a Tunisi portando con sé 12 film, per una ricca e significativa selezione dei più recenti successi del cinema italiano, tutti inediti nel paese nordafricano.

Grazie all’impegno dell’Istituto italiano di cultura, dal 6 al 9 ottobre prossimi al Cinévog di Le Kram si terrà la seconda edizione delle Giornate del Cinema Italiano a Tunisi. ”La manifestazione porterà nella capitale nord africana il meglio del nostro cinema, per continuare a tessere la trama di un racconto comune tra le sponde del Mediterraneo, di cui, da oltre 15 anni, il MedFilm Festival è un infaticabile promotore” spiega ad ANSA Ginella Vocca, presidente e fondatore di MedFilm aggiungendo che ”la Tunisia, paese simbolo della Primavera Araba, avanza nel consolidamento del suo processo di democratizzazione, concretizzato nel recente varo di un governo di unità nazionale, con a capo un esponente della generazione dei quarantenni e al quale partecipano otto ministri donne, rovesciamento di una realtà in cui i grandi vecchi della politica hanno sempre mantenuto il controllo della cosa pubblica.

In questo processo l’Italia è accanto alla Tunisia, consolidando i rapporti tra i due paesi anche attraverso le Giornate del Cinema italiano a Tunisi, appuntamento annuale che punta allo scambio di esperienze artistiche attraverso il Cinema e gli audiovisivi, finestre aperte sul mondo per conoscere e apprezzare la ricchezza delle diversità e sostenere la reciproca conoscenza e la cooperazione. 12 i film in programma per questa edizione, suddivisi in tre sezioni, proiezioni che saranno accompagnate dalla presenza di importanti personalità del cinema e della cultura.

Ad inaugurare la rassegna “Le confessioni” di Roberto Andò, film dalle note metafisiche che echeggia il cinema politico di Elio Petri. Una dura riflessione sulla vacuità del potere e un’opera corale dallo straordinario cast internazionale. “Non essere cattivo”, è il testamento artistico di un grande ed appartato autore, Claudio Caligari, unico vero erede del cinema pasoliniano. Scelto come candidato agli Oscar 2016 in rappresentanza dell’Italia, il film porta per la prima volta in Tunisia il cinema del mai troppo compianto autore romano. Una decisa frattura è quella che opera “Mediterranea”, film d’esordio del regista italo-afro-americano Jonas Carpignano che ha aperto il MedFilm 2015 e consacrato uno dei talenti più promettenti del nostro cinema. “Per amor vostro” è la seconda opera di finzione di uno dei nostri più importanti autori provenienti dal cinema del reale: Giuseppe M. Gaudino. Ritratto di una Napoli inedita, interpretato da una straordinaria Valeria Golino, Coppa Volpi come miglior attrice a Venezia 72.

Ricco anche il programma dei documentari con “Dustur” di Marco Santarelli, “Il matrimonio” di Paola Salerno, “Sponde – Nel sicuro sole del Nord” di Irene Dionisio, “Delta Park” di Mario Brenta e Karine de Villers, e dei cortometraggi con “Panorama” di Gianluca Abbate, “Paradosso” di Rocco Venanzi e Maria Cesaro, “Haircut” di Virginia Mori, “Il silenzio” di Farnoosh Samadi e Ali Asgari.

Assume inoltre particolare significato il fatto che le proiezioni verranno effettuate al Cinevog di Le Kram, sala di cinema costruita nel 1948 dalla famiglia italiana Lombardo, recentemente rinnovata.

Pubblicato su ANSAmed

NEWS: Cinephilia Screenwriting Lab for Shorts

CINEPHILIA SCREENWRITING LAB FOR SHORTS A ROMA

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In occasione della sua 22° edizione, MedFilm Festival e Cinephilia Productions organizzano il primo Cinephilia Screenwriting Lab for Shorts a Roma.

Il laboratorio è un progetto – ideato dalla regista Darine Hotait – che ha l’obiettivo di aiutare i registi a sviluppare il loro potenziale di storytelling, le loro facoltà critiche e le specifiche competenze tecniche.

Riservato a filmmaker provenienti da Italia, Algeria, Egitto, Iran, Libano e Tunisia, il Lab durerà 9 giorni e condurrà i suoi iscritti alla realizzazione di una sceneggiatura completa sotto la supervisione di un mentor e di altri due specialisti del settore, che premieranno le due sceneggiature migliori.

Deadline per l’iscrizione: 15 settembre 2016

Il form e tutte le info su: www.cinephiliaproductions.com/shortslab/apply

NEWS: Tétouan

VERSO SUD: MEDFILM ALLA 22° EDIZIONE DEL FESTIVAL DU CINÉMA MÉDITERRANÉEN DE TÉTOUAN

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IL CINEMA ITALIANO IN MAROCCO

MedFilm Festival riparte verso il Sud
Festival del Cinema Mediterraneo di Tétouan
26 marzo / 2 aprile 2016

Dal 30 marzo aperte le iscrizioni al MedFilm Festival 22° edizione
Roma 4 / 12 novembre 2016

Il Mediterraneo è sempre più al centro del mondo e di fronte ad un’Europa che si blinda, diventa centrale affermare, visibilmente, la nostra vicinanza ai popoli della sponda Sud. Il Mediterraneo deve tornare ad essere Mare Nostrum, non più Mar della Morte. In tal senso il MedFilm, che opera da 22 anni nell’area mediterranea e mediorientale, prosegue con accresciuta forza e convinzione il lavoro di scambio e conoscenza tra i paesi delle due sponde, attraverso attività di internazionalizzazione che, nel corso del 2016, porteranno il festival in Marocco (Tétouan, Rabat) e in Tunisia (Tunisi).

In attesa della prossima edizione romana, che si terrà dal 4 al 12  novembre, MedFilm riparte verso il Sud partecipando, per l’8° anno consecutivo, al Festival du Cinéma Méditerranéen de Tétouan, con una significativa selezione di cinema italiano.

Giunto come il MedFilm Festival alla 22° edizione, il Festival du Cinéma Méditerranéen de Tétouan – dal 26 marzo al 2 aprile – resta una delle più interessanti manifestazioni di cinema del Maghreb. Guidato dallo storico direttore artistico Ahmed Elhousni, il festival è dedicato alla promozione del cinema mediterraneo ed è realizzato sotto l’egida del Presidente della Fondazione Città di Tétouan, Nabil Benabdallah, attuale Ministro per l’Ambiente e delle Municipalità del governo marocchino.

In questi anni il MedFilm ha portato in Marocco ben 70 film italiani. Tra i vincitori delle ultime edizioni del festival di Tétouan ricordiamo: “Il Giovane favoloso” di Mario Martone, “Anime nere” di Francesco Munzi, “Miele” di Valeria Golino, “Requiem” di Valentina Carnelutti, “Le Cose Belle” di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno, “Io Sono lì” di Andrea Segre, “La kriptonite nella borsa” di Ivan Cotroneo, “Alza la testa” di Alessandro Angelini.

La promozione del cinema italiano in Marocco, si inserisce nel quadro del Protocollo di Intenti siglato nel 2009 tra il Presidente del MedFilm Festival Ginella Vocca e il Segretario Generale del Ministero della Comunicazione marocchino Belardi Redouane, finalizzato a rafforzare le relazioni culturali e commerciali tra i due paesi.

IN CONCORSO

Il programma della 22° edizione del Festival di Tétouan è ricco e variegato: dal Concorso Ufficiale ai Concorsi dedicati a Documentari e Cortometraggi, passando per le Séances Spéciales fuori concorso fino agli omaggi che quest’anno il festival dedica all’attrice Amal Ayouch e ai registi André Téchiné e Daoud Aoulad-Syad (ospite d’onore del MedFilm nel 2014).

Sono 12 i film che parteciperanno al Concorso Ufficiale. Dall’Europa arrivano l’acclamato “The High Sun” del croato Dalibor Matanić, la folgorante opera seconda della francese Léa Fehner “Les Ogres” (Premio del Pubblico a Rotterdam), il thriller greco di frontiera “Riverbanks” di Panos Karkanevatos, il dramma kosovaro “Three Windows and a Hanging” di Isa Qosja, lo spagnolo “Techo y comida” di Juan Miguel del Castillo (Premio Goya 2016 alla protagonista Natalia de Molina), la rivelazione “Dolanma” del turco Tunç Davut e il war movie belga-marocchino “Les hommes d’argile” di Mourad Boucif. Dall’altra sponda del Mediterraneo ecco invece il ritorno del marocchino Mohamed Smaïl con “Dés… Espoirs”, il dramma sentimentale tunisino “Les frontières du ciel” di Farès Naanaa, il mélo egiziano post-Mubarak “Nouara” di Hala Khalil e il prison movie libanese “3000 Nights” di Mai Masri.

L’Italia partecipa al Concorso Ufficiale grazie al MedFilm con uno degli esordi più premiati dell’anno: “L’attesa” di Piero Messina.

Il film, presentato in competizione alla Mostra di Venezia e accolto con entusiasmo dal pubblico italiano e internazionale (negli stessi giorni di Tétouan arriverà nelle sale degli Stati Uniti, distribuito da Oscilloscope), racconta l’arrivo della giovane francese Jeanne (la sorprendente Lou de Laàge) in Sicilia, nella casa di campagna del fidanzato Giuseppe. Lui non c’è. Dovrebbe arrivare in tempo per la processione di Pasqua, dice la madre Anna (una splendida Juliette Binoche), che però nasconde dietro il suo volto doloroso un terribile segreto. Una verità troppo orribile da pronunciare. I giorni passano, le due donne lentamente imparano a conoscersi. «Protette ma anche isolate dal mondo, Anna e Jeanne iniziano ad attendere il ritorno di Giuseppe. E nel farlo immaginano una realtà che esiste proprio perché da esse condivisa», ha raccontato Messina, già protagonista al MedFilm nelle passate edizioni con i suoi corti “La porta” e “Terra”. «È così che nasce tra due donne un muto sodalizio. Quasi inconsapevolmente si stringono, si fanno vicine nel tentativo di proteggere e nel contempo rendere più forte la loro fragilissima verità. La realtà è lì, troppo vicina forse per essere visibile. Troppo terribile per essere guardata. Così un poco si perdono, creano una parentesi, uno spazio nel tempo in cui c’è ancora una possibilità. E la loro è appunto una fede nella possibilità, quasi che condividere strenuamente un pensiero,  possa restituire ad esso verità».

I PREMI

Il festival mette in palio premi importanti come il Grand Prix de la ville de Tétouan (6.500,00 €), attribuito lo scorso anno a Mario Martone per il film Il “Giovane favoloso” selezionato per la competizione ufficiale del festival marocchino in rappresentanza dell’Italia.

Lungometraggi

Grand Prix de la ville de Tétouan 6.500,00 €
Prix Mohamed Reggab, Prix spécial du Jury 2.700,00 €
Prix Azzeddine Meddour pour la première oeuvre 1.800,00 €
Prix d’interprétation Masculine
Prix d’interprétation Féminine
Prix du Public

Cortometraggi

Grand Prix de la ville de Tétouan 3250,00 €
Prix du Jury 1500,00 €
Prix Innovation 1000,00 €

Documentari

Grand Prix de la ville de Tétouan 3.700,00 €
Prix spécial du jury 1.800,00 €
Prix de la première oeuvre 1. 000,00 €

EVENTI SPECIALI

Come per il MedFilm 2015, in segno d’unione tra i due festival e le due sponde, il Film d’apertura del Festival de Cinéma de Tétouan 2016 sarà “Mediterranea” di Jonas Carpignano, unico italiano in Concorso alla 54° Semaine de la Critique di Cannes 2015, finalista del LUX Prize (venduto in oltre 35 Paesi, ancora senza distribuzione italiana), dramma di strettissima attualità: l’avventura di Ayiva (Koudous Seihon), un ragazzo che parte dal Burkina Faso in cerca di un lavoro per provvedere a sua sorella e a sua figlia. Emigrato in Italia, cerca di adattarsi alla sua nuova vita, ma la tensione nella locale comunità calabrese continua ad aumentare e le cose si fanno sempre più pericolose. «Il 90% di quello che succede nel film è veramente successo nella vita di Koudous», ha spiegato Carpignano. «Per lo stesso Koudous non è stato facile girare alcune scene perché sono dei momenti forti delle sua vita. Ma il nostro obiettivo è stato chiaro fin da subito: con questo film abbiamo voluto avvicinare il pubblico a un ragazzo che vive attualmente in questa condizione, in modo che si rifletta maggiormente sulla vita di queste persone».

Al film in Concorso e a quello d’apertura, si aggiunge, nella sezione Séances Spèciales, un’opera importante che, coniugando in modo mirabile impegno ed intrattenimento, ha raccontato il nostro presente: “Suburra” di Stefano Sollima.

Suburra, secondo film del regista dopo “A.C.A.B. All Cops Are Bastards” e il clamoroso successo di “Gomorra – La serie”, è la storia di una grande speculazione edilizia, il Water-front, per trasformare il litorale romano in una nuova Las Vegas. Tratto dal romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini ed interpretato da un cast di stelle del nostro cinema (Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Claudio Amendola, Alessandro Borghi, Greta Scarano), è un emozionante western metropolitano che ha profeticamente anticipato Mafia Capitale e conquistato il pubblico di tutto il mondo (venduto in oltre 20 Paesi, diventerà una serie originale di 10 episodi per Netflix). «Suburra è il quartiere dove, duemila anni fa, il Potere e la Criminalità s’incontravano segretamente. Un nome arcaico che però è sempre stato attuale perché il meccanismo di coesistenza tra i vari poteri governa questa città da sempre. Sono il potere politico, quello religioso e quello criminale. Mondi diversi che nel mio film s’intersecano grazie al progetto del Water-front: sulla carta, un progetto di riqualificazione urbanistica; nei fatti, un affare per le mafie, sia nella fase di costruzione e sia nel riciclaggio di denaro sporco attraverso i casinò. Il risultato è un film di grande spettacolarità, un noir metropolitano e un gangster movie che riflette la fine di un’era, di un mondo politico e di un mondo criminale che sta diventando altro ma non sa ancora bene cosa e quindi si agita con sanguinosi colpi di coda in attesa di un nuovo ordine».

INCONTRI DI APPROFONDIMENTO

Sempre nell’ambito della XXII edizione del Festival di Tétouan, si terranno i convegni: “Quando le cinéma raconte les drames méditerranéens”, che rifletterà sul ruolo dei media – in particolare del cinema ma anche dei social network – nella narrazione dei drammi del Mare Nostrum e nel consolidamento del senso di cittadinanza comune dei popoli dell’area mediterranea, e “Le cinéma marocain et les problèmes du langage”, forum che vedrà coinvolti critici, registi e docenti universitari marocchini, francesi e spagnoli sullo stato di salute di una delle cinematografie più vive e pulsanti dell’area e sulle strategie di diffusione e circolazione delle opere in Europa e nel resto del mondo.

Sarà inoltre organizzato un programma pedagogico-didattico che coinvolgerà gli studenti delle scuole superiori e universitari, impegnati nell’analisi e nella valutazione dei titoli dei Concorso accompagnati da esperti come Roland Carré e Tahar Chikhaoui.

Emanuela Gasbarroni, regista e documentarista, esperta di sviluppo, diritti umani, sostenibilità ambientale, cooperaizone internazionale e scambi di know how, sarà membro della Giuria del Concorso Ufficiale della 22° edizione del Festival di Tétouan. La Giuria è completata da Luis Miñarro (regista e produttore, Spagna), Sanaa Alaoui (attrice, Marocco) già premiata al MedFilm festival nel 2007, Élie Yazbek (critico, Libano), Alain Masson (scrittore, Francia) e Michel Demopoulos (critico e produttore, Grecia).

Emanuela Gasbarroni ha curato lo studio, la scrittura e la regia di 13 documentari (tra cui “Fuga per la libertà” e “Eastwest Refugee Camp”), tutti ambientati in Paesi del Mediterraneo come Siria, Libano, Giordania, Israele, Palestina, Egitto, Tunisia, Marocco, Francia, Spagna e Albania. Ha lavorato con molte Organizzazioni Internazionali, come la Commisione Europea, la Banca Mondiale, la Cooperazione italiana e vari Ministeri di Paesi esteri. I suoi film – premiati in diversi festival internazionali – sono stati trasmessi su BBC World, Rai, canali arabi nazionali e internazionali. Giornalista professionista con oltre dieci anni di esperienza in radio, televisione e quotidiani locali e nazionali, da più di nove anni collabora per la Repubblica. Ha lavorato per strategie e piani di comunicazione in Italia e in Libano, workshop sul documentario in Italia ed Egitto per 22 studenti arabi alla televisione egiziana (ERTU). Ha realizzato interviste a beneficiari in cinque paesi arabi per una pubblicazione del programma europeo Swim, sulla gestione idrica integrata sostenibile nel sud del Mediterraneo. Ha diretto una web serie in tredici puntate sulla storia di Rossella Casini, una ragazza di Firenze uccisa dalla ‘Ndrangheta e andata in onda su Repubblica Tv.

IL CINEMA DEL MEDITERRANEO A ROMA

Il MedFilm Festival tornerà a novembre, dal 4 al 12, con un ricco programma di film, anteprime e focus. In particolare verrà dato ampio risalto al rapporto artistico e produttivo tra l’Europa e i paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente. Un’occasione preziosa per dare visibilità alle cinematografie più interessanti della Sponda Sud e della Sponda Nord, in un momento storico delicato e decisivo che ha segnato dall’inizio del 2015 ad oggi, la morte in mare di 4.200 persone, tra cui 330 bambini solamente in Grecia. Per il MedFilm la Diversità e il Dialogo sono valori condivisi: mai come in questa prossima edizione, saranno centrali e forti film e ospiti provenienti da Siria, Marocco, Tunisia, Libia, Algeria, Egitto, Libano, Iraq, Giordania, Arabia Saudita, Palestina e Israele, insieme a tanto cinema europeo di qualità.

Dal 30 marzo aperte le iscrizioni al MedFilm Festival 22° edizione: scadenza 17 luglio 2016

PER L’EVENTO DI TÉTOUAN SI RINGRAZIANO: Rai Com, Luxbox, Ingido, Pathé, Indie Sales.

NEWS: Amir Azizi

MEDFILM FESTIVAL 2015: TUTTI I VINCITORI

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MedFilm Festival 2015 – 21° Edizione
6 – 13 novembre | Roma
Cinema Savoy / Museo MACRO

Festival di Interesse Nazionale, Manifestazione Storica del Comune di Roma, Festival di Interesse Culturale per FORUM MEDITERRANEO e PARTENARIATO EURO-MEDITERRANEO

Si è conclusa con successo la 21° Edizione del MedFilm Festival, che ha portato al Cinema Savoy di Roma un ricco cartellone di film, eventi speciali ed incontri di approfondimento. La serata di chiusura ha visto il Premio alla Carriera assegnato al maestro Ugo Gregoretti, uno dei più importanti registi italiani del dopoguerra e un acuto interprete dei cambiamenti del nostro paese. Anticonformista e controcorrente, sempre acuto e in anticipo sui tempi, in pieno accordo con lo spirito del MedFilm Festival. La serata è terminata con la presentazione di “THE LESSON” di Kristina Grozeva e Petar Valchanov, film finalista del LUX Prize in occasione dei LUX Film Days a Roma – IV Edizione.

Un programma composto da 78 film, di cui 51 anteprime italiane, europee ed internazionali, accompagnati da prestigiosi ospiti che hanno aderito con entusiasmo al progetto culturale del festival, stabilendo di volta in volta contatti profondi con il pubblico, dando testimonianza diretta del variegato contesto culturale e politico che rende unica l’area Euro-Mediterranea. Il MedFilm si conferma una festa delle culture e un osservatorio irrinunciabile sul futuro (non solo) del Mare Nostrum e della settima arte.

Il festival desidera ringraziare il pubblico accorso numeroso e gli ospiti che hanno reso memorabili gli otto giorni di festival: Jonas Carpignano, Koudous Seihon, Hagai Levi, Fadi Yeni Turk, Amir Azizi, Paul Hamy, Lamia Joreige, Jilani Saadi, Derya Durmaz, Darine Hotait, Ugo Gregoretti, Josella Porto, Piergiorgio Mangiarotti, Michele Fumeo, Fulvio Risuleo, Eleonora Danco, Aurelio Grimaldi, Andrea Fornasiero, Riccardo Cannella, Valerio Burli, Edoardo Dell’Acqua, Matteo Parisini, Michele Cadei, Giona A. Nazzaro, Anita Lamanna, Erwan Kerzanet, Igiaba Scego, Flavia Barca, Katia Ippaso, Stefano Polli, Crispian Balmer e Roberto Silvestri.

Le Giurie del MedFilm Festival hanno decretato i vincitori della 21° edizione.

CONCORSO LUNGOMETRAGGI

La Giuria, composta da Gianluca Arcopinto, Pietrangelo Buttafuoco, Tilde Corsi, Toni D’Angelo e Paola Saluzzi, ha deciso di assegnare i seguenti premi:

Premio AMORE E PSICHE al Miglior Lungometraggio a: “AND THE LIVING IS EASY” di Lamia Joreige (Libano / Francia)

Per la capacità di raccontare la complessità di un Paese erede di una cultura millenaria che sotto l’apparente normalità del quotidiano cela l’inquietudine del conflitto che lo assedia e che corre inarrestabile da fuori verso il suo cuore. Per aver dato voce all’intelligenza e alla grazia degli stati d’animo dei giovani della città di Beirut che, nell’estenuante tensione tra il partire e il restare, cercano conforto e ispirazione nella bellezza dell’Arte, nella propria Storia, come nel turbamento del presente, in una vitale proiezione e apertura verso l’altro da sé, verso il mondo.

Premio ESPRESSIONE ARTISTICA a: “UNTIL I LOSE MY BREATH” di Emine Emel Balci (Turchia / Germania

Per l’efficace sobrietà del racconto di una ricerca d’identità e di rivendicazione, affidata ad una interprete intensa e semplicemente perfetta.

Premio SPECIALE DELLA GIURIA a: “IMPERMANENT” di Amir Azizi (Iran)

Per la sua capacità di svelare il lato potente e non pubblico della speciale natura iranica: il matriarcato puro. Tutto nella dinamica tra madre e figlie. E tutto, poi, affidato all’inciampo di un proiettile. Assente così come il maschio. Occultato secondo lo schema della narrazione immaginale.

CONCORSO DOCUMENTARI
La Giuria, composta da Crispian Balmer, Enrica Colusso, Aurelio Grimaldi, Marzia Mete e Igiaba Scego, ha deciso di assegnare i seguenti premi:

Premio OPEN EYES al Miglior Documentario a: “ROSHMIA” di Salim Abu Jabal (Palestina / Siria / Emirati Arabi Uniti / Qatar)

Un film coraggiosamente semplice, che racconta con profonda umanità la disgregazione dei rapporti di un’anziana coppia di coniugi sullo sfondo del conflitto israelo-palestinese.

MENZIONE SPECIALE a: “MOTHER OF THE UNBORN” di Nadine Salib (Egitto)

Attraverso il ritratto di una donna vitale che insegue – tra pressioni esteriori e angosce personali – una maternità negata, il film affronta un tema delicato e universale con poesia e originalità.

CONCORSO CORTOMETRAGGI

La Giuria – composta dagli studenti delle Scuole Nazionali di Cinema: Jean-Claude Chincheré, Vera Daidone, Francesco Fanuele, Toni Geitani, Constantinos Giannakopoulos, Dídac Gimeno, Emir Can Göksu e Cynthia Sawma – ha deciso di assegnare i seguenti premi:

Premio METHEXIS al Miglior Cortometraggio a: “THE SPRINGTIME SLEEP” di Dominik Mencej (Slovenia)

Per essere riuscito, attraverso un linguaggio innovativo, a farci entrare profondamente nella narrazione, assumendosi il rischio di proporre un una ricerca artistica in continuo sviluppo, che meglio di ogni altro è riuscito a farsi immagine del senso di Methexis come progetto di ricerca ed incontro attraverso il supporto audiovisivo.

Premio CERVANTES al Cortometraggio più creativo a: “THE PARK” di Randa Maroufi (Marocco / Francia)

Per aver proposto un prodotto del tutto originale ed innovativo, in cui tecnica e narrazione lavorano l’uno al servizio dell’altra. Un corto in cui le inquadrature diventano quadri ed i dialoghi un sottofondo, facendoci riflettere sulla tensione tra animato ed inanimato come nuova forma di comunicazione e narrazione.

La Giuria ha assegnato anche una Menzione Speciale ex aequo a: “A FEW SECONDS” di Nora El Hourch (Francia) e “TEN BUILDINGS AWAY” di Miki Polonski (Israele).

Per la credibilità cinematografica del primo con cui si dispiega la narrazione soprattutto grazie ad un montaggio brillante e alla direzione dei personaggi interpretati con grande intensità; per il linguaggio audiovisivo del secondo, che ci ha messi di fronte ad una storia dalle caratteristiche universali, raccontata attraverso uno stile narrativo asciutto ed efficace, in grado di farci riflettere su una sensibilità culturale comune che unisce i paesi del mediterraneo anche nelle loro differenze e divisioni politiche.

PREMI COLLATERALI DEL 21° MEDFILM FESTIVAL

Premio PIUCULTURE, organizzato con il giornale online PiuCulture e assegnato da Sekou Bamba, Petra Barteková, Ruth Gebresus, Morteza Khaleghi, Francisco León, Louie Ann Malazan, Marjan Shalchian (sette cittadini che vivono a Roma ma provengono da Costa d’Avorio, Slovacchia, Eritrea, Afghanistan, Perù, Filippine e Iran), è andato a “MOUNTAIN” di Yaelle Kayan (Israele).

Per la intensa quotidianità della storia e per la sua capacità di accompagnarci sommessamente nella tragedia ordinaria di un dilemma irrisolvibile. L’ambientazione, compressa tra la luminosità dello spazio dei morti e l’interno claustrofobico dello spazio dei vivi, è fotografata esaltandone i contrasti e dialoga con la straordinaria abilità della protagonista nell’interpretare, con apparente semplicità, una profonda lacerazione interiore tra una sensualità vitale e la impenetrabile rigidità di regole che si considerano giuste. Il dubbio sulla scelta finale con cui il film si conclude rivela che qualunque decisione non è una soluzione e che qualunque affermazione di sé non può che rappresentare nello stesso tempo anche una negazione di sé. Gerusalemme, sullo sfondo, ci rinvia poi ad una dimensione generale della realtà e della storia altrettanto colma di contraddizioni e di paradossi.

Premi delle GIURIE STUDENTI

Gli studenti delle Università La Sapienza, Roma Tre e John Cabot University, hanno deciso di assegnare i seguenti premi:

MIGLIOR LUNGOMETRAGGIO: “MOUNTAIN” di Yaelle Kayan (Israele)

Perché è un film che descrive benissimo la crescita (in questo caso, la decrescita) della protagonista, una solitaria che vorrebbe sentirsi una vera donna in una famiglia che non la rispetta. Il film scorre velocemente, ha contenuti mai banali e il suo finale aperto è decisamente una gran trovata.

MIGLIOR DOCUMENTARIO: “PIRATES OF SALÈ” di Rosa Rogers e Merieme Addou (Marocco / UK)

Perché documenta speranze e fragilità dei ragazzi di strada oltre ad intrattenere con il tema dell’arte circense: solo chi crede in sè stesso riesce a trovare la forza per cambiare la propria condizione. Ci fa intraprendere, con estrema naturalezza, un viaggio nel mondo del circo che è doppiamente rivelatorio. In primo luogo perché l’arte del circo, tra le arti performative, è quella che più di ogni altra si muove secondo regole e modalità proprie e uniche. In secondo luogo, il Cirque Shems’y, deve interagire in una società dove i tabù religiosi rendono più limitata la libertà di movimento dei suoi artisti. Ciò che emerge da questo bellissimo documentario è la magia che riesce bene all’arte: riuscire a liberare tutti da qualsiasi impedimento.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO: “THE SPRINGTIME SLEEP” di Dominik Mencej (Slovenia)

Per l’originalità stilistica che ha saputo riflettere surrealisticamente il mondo interiore della protagonista. La creatività del film traspare sia dal punto di vista sonoro (ben riuscito l’utilizzo del sound design per comunicare l’incomunicabilità quasi totale del personaggio) che visivo (l’impossibilità di condividere la propria identità rappresentata molto bene nella scena dello specchio che, distruggendosi, riflette più che mai l’intraducibilità – e quindi incondivisibilità – della propria immagine interiore).

Menzione speciale a: “I SAY DUST” di Darine Hotait (Libano / USA)

Per la delicatezza e l’intimità con il quale questo corto è riuscito ad esprimere un problema come quello della diaspora, e risultare molto intenso ed emozionante. Il mondo interiore può (e deve) strutturare quello esteriore. Nel caso di “I Say Dust”, «la vita scrive la poesia e la poesia scrive la vita»: in questo senso, il film è riuscito a realizzare l’umano desiderio di condividerla, raccontandola.

MEDFILM FESTIVAL 2015: CERIMONIA DI PREMIAZIONE

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SERATA DI CHIUSURA DELLA 21° EDIZIONE DEL MEDFILM
VENERDÌ 13 NOVEMBRE, ORE 20:00
CINEMA SAVOY – VIA BERGAMO, 17/25 | ROMA

CONFERIMENTO DEI PREMI

Amore e Psiche – Concorso Lungometraggi
Open Eyes – Concorso Documentari
Methexis – Concorso Cortometraggi
Cervantes – Concorso Cortometraggi

PREMIO ALLA CARRIERA
a Ugo Gregoretti

Con il MedFilm Festival tornano i LUX Film Days a Roma, che presentano i tre film finalisti del LUX Prize, riconoscimento assegnato ogni anno dal Parlamento di Strasburgo e finalizzato a promuovere il cinema europeo. Con il LUX Prize e i LUX Film Days il cinema promuove le diversità culturali, attraversa le barriere linguistiche e raggiunge i cittadini. Dopo la cerimonia di premiazione del MedFilm Festival, verrà proiettata la pellicola “The Lesson” di Kristina Grozeva e Petar Valchanov.

SINOSSI

In una piccola cittadina bulgara, Nadia è una professoressa di inglese che ai suoi studenti vorrebbe insegnare l’onestà e il rigore morale. Quando uno di loro viene derubato, Nadia esige che il colpevole salti fuori. Ma la scoperta di uno sfratto imminente la forzerà a cambiare prospettiva e, messa alle strette, si scoprirà disposta a tutto pur di ottenere i soldi di cui ha bisogno.