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riovinelli

VERSO SUD: MEDFILM ALLA 22° EDIZIONE DEL FESTIVAL DU CINÉMA MÉDITERRANÉEN DE TÉTOUAN

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IL CINEMA ITALIANO IN MAROCCO

MedFilm Festival riparte verso il Sud
Festival del Cinema Mediterraneo di Tétouan
26 marzo / 2 aprile 2016

Dal 30 marzo aperte le iscrizioni al MedFilm Festival 22° edizione
Roma 4 / 12 novembre 2016

Il Mediterraneo è sempre più al centro del mondo e di fronte ad un’Europa che si blinda, diventa centrale affermare, visibilmente, la nostra vicinanza ai popoli della sponda Sud. Il Mediterraneo deve tornare ad essere Mare Nostrum, non più Mar della Morte. In tal senso il MedFilm, che opera da 22 anni nell’area mediterranea e mediorientale, prosegue con accresciuta forza e convinzione il lavoro di scambio e conoscenza tra i paesi delle due sponde, attraverso attività di internazionalizzazione che, nel corso del 2016, porteranno il festival in Marocco (Tétouan, Rabat) e in Tunisia (Tunisi).

In attesa della prossima edizione romana, che si terrà dal 4 al 12  novembre, MedFilm riparte verso il Sud partecipando, per l’8° anno consecutivo, al Festival du Cinéma Méditerranéen de Tétouan, con una significativa selezione di cinema italiano.

Giunto come il MedFilm Festival alla 22° edizione, il Festival du Cinéma Méditerranéen de Tétouan – dal 26 marzo al 2 aprile – resta una delle più interessanti manifestazioni di cinema del Maghreb. Guidato dallo storico direttore artistico Ahmed Elhousni, il festival è dedicato alla promozione del cinema mediterraneo ed è realizzato sotto l’egida del Presidente della Fondazione Città di Tétouan, Nabil Benabdallah, attuale Ministro per l’Ambiente e delle Municipalità del governo marocchino.

In questi anni il MedFilm ha portato in Marocco ben 70 film italiani. Tra i vincitori delle ultime edizioni del festival di Tétouan ricordiamo: “Il Giovane favoloso” di Mario Martone, “Anime nere” di Francesco Munzi, “Miele” di Valeria Golino, “Requiem” di Valentina Carnelutti, “Le Cose Belle” di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno, “Io Sono lì” di Andrea Segre, “La kriptonite nella borsa” di Ivan Cotroneo, “Alza la testa” di Alessandro Angelini.

La promozione del cinema italiano in Marocco, si inserisce nel quadro del Protocollo di Intenti siglato nel 2009 tra il Presidente del MedFilm Festival Ginella Vocca e il Segretario Generale del Ministero della Comunicazione marocchino Belardi Redouane, finalizzato a rafforzare le relazioni culturali e commerciali tra i due paesi.

IN CONCORSO

Il programma della 22° edizione del Festival di Tétouan è ricco e variegato: dal Concorso Ufficiale ai Concorsi dedicati a Documentari e Cortometraggi, passando per le Séances Spéciales fuori concorso fino agli omaggi che quest’anno il festival dedica all’attrice Amal Ayouch e ai registi André Téchiné e Daoud Aoulad-Syad (ospite d’onore del MedFilm nel 2014).

Sono 12 i film che parteciperanno al Concorso Ufficiale. Dall’Europa arrivano l’acclamato “The High Sun” del croato Dalibor Matanić, la folgorante opera seconda della francese Léa Fehner “Les Ogres” (Premio del Pubblico a Rotterdam), il thriller greco di frontiera “Riverbanks” di Panos Karkanevatos, il dramma kosovaro “Three Windows and a Hanging” di Isa Qosja, lo spagnolo “Techo y comida” di Juan Miguel del Castillo (Premio Goya 2016 alla protagonista Natalia de Molina), la rivelazione “Dolanma” del turco Tunç Davut e il war movie belga-marocchino “Les hommes d’argile” di Mourad Boucif. Dall’altra sponda del Mediterraneo ecco invece il ritorno del marocchino Mohamed Smaïl con “Dés… Espoirs”, il dramma sentimentale tunisino “Les frontières du ciel” di Farès Naanaa, il mélo egiziano post-Mubarak “Nouara” di Hala Khalil e il prison movie libanese “3000 Nights” di Mai Masri.

L’Italia partecipa al Concorso Ufficiale grazie al MedFilm con uno degli esordi più premiati dell’anno: “L’attesa” di Piero Messina.

Il film, presentato in competizione alla Mostra di Venezia e accolto con entusiasmo dal pubblico italiano e internazionale (negli stessi giorni di Tétouan arriverà nelle sale degli Stati Uniti, distribuito da Oscilloscope), racconta l’arrivo della giovane francese Jeanne (la sorprendente Lou de Laàge) in Sicilia, nella casa di campagna del fidanzato Giuseppe. Lui non c’è. Dovrebbe arrivare in tempo per la processione di Pasqua, dice la madre Anna (una splendida Juliette Binoche), che però nasconde dietro il suo volto doloroso un terribile segreto. Una verità troppo orribile da pronunciare. I giorni passano, le due donne lentamente imparano a conoscersi. «Protette ma anche isolate dal mondo, Anna e Jeanne iniziano ad attendere il ritorno di Giuseppe. E nel farlo immaginano una realtà che esiste proprio perché da esse condivisa», ha raccontato Messina, già protagonista al MedFilm nelle passate edizioni con i suoi corti “La porta” e “Terra”. «È così che nasce tra due donne un muto sodalizio. Quasi inconsapevolmente si stringono, si fanno vicine nel tentativo di proteggere e nel contempo rendere più forte la loro fragilissima verità. La realtà è lì, troppo vicina forse per essere visibile. Troppo terribile per essere guardata. Così un poco si perdono, creano una parentesi, uno spazio nel tempo in cui c’è ancora una possibilità. E la loro è appunto una fede nella possibilità, quasi che condividere strenuamente un pensiero,  possa restituire ad esso verità».

I PREMI

Il festival mette in palio premi importanti come il Grand Prix de la ville de Tétouan (6.500,00 €), attribuito lo scorso anno a Mario Martone per il film Il “Giovane favoloso” selezionato per la competizione ufficiale del festival marocchino in rappresentanza dell’Italia.

Lungometraggi

Grand Prix de la ville de Tétouan 6.500,00 €
Prix Mohamed Reggab, Prix spécial du Jury 2.700,00 €
Prix Azzeddine Meddour pour la première oeuvre 1.800,00 €
Prix d’interprétation Masculine
Prix d’interprétation Féminine
Prix du Public

Cortometraggi

Grand Prix de la ville de Tétouan 3250,00 €
Prix du Jury 1500,00 €
Prix Innovation 1000,00 €

Documentari

Grand Prix de la ville de Tétouan 3.700,00 €
Prix spécial du jury 1.800,00 €
Prix de la première oeuvre 1. 000,00 €

EVENTI SPECIALI

Come per il MedFilm 2015, in segno d’unione tra i due festival e le due sponde, il Film d’apertura del Festival de Cinéma de Tétouan 2016 sarà “Mediterranea” di Jonas Carpignano, unico italiano in Concorso alla 54° Semaine de la Critique di Cannes 2015, finalista del LUX Prize (venduto in oltre 35 Paesi, ancora senza distribuzione italiana), dramma di strettissima attualità: l’avventura di Ayiva (Koudous Seihon), un ragazzo che parte dal Burkina Faso in cerca di un lavoro per provvedere a sua sorella e a sua figlia. Emigrato in Italia, cerca di adattarsi alla sua nuova vita, ma la tensione nella locale comunità calabrese continua ad aumentare e le cose si fanno sempre più pericolose. «Il 90% di quello che succede nel film è veramente successo nella vita di Koudous», ha spiegato Carpignano. «Per lo stesso Koudous non è stato facile girare alcune scene perché sono dei momenti forti delle sua vita. Ma il nostro obiettivo è stato chiaro fin da subito: con questo film abbiamo voluto avvicinare il pubblico a un ragazzo che vive attualmente in questa condizione, in modo che si rifletta maggiormente sulla vita di queste persone».

Al film in Concorso e a quello d’apertura, si aggiunge, nella sezione Séances Spèciales, un’opera importante che, coniugando in modo mirabile impegno ed intrattenimento, ha raccontato il nostro presente: “Suburra” di Stefano Sollima.

Suburra, secondo film del regista dopo “A.C.A.B. All Cops Are Bastards” e il clamoroso successo di “Gomorra – La serie”, è la storia di una grande speculazione edilizia, il Water-front, per trasformare il litorale romano in una nuova Las Vegas. Tratto dal romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini ed interpretato da un cast di stelle del nostro cinema (Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Claudio Amendola, Alessandro Borghi, Greta Scarano), è un emozionante western metropolitano che ha profeticamente anticipato Mafia Capitale e conquistato il pubblico di tutto il mondo (venduto in oltre 20 Paesi, diventerà una serie originale di 10 episodi per Netflix). «Suburra è il quartiere dove, duemila anni fa, il Potere e la Criminalità s’incontravano segretamente. Un nome arcaico che però è sempre stato attuale perché il meccanismo di coesistenza tra i vari poteri governa questa città da sempre. Sono il potere politico, quello religioso e quello criminale. Mondi diversi che nel mio film s’intersecano grazie al progetto del Water-front: sulla carta, un progetto di riqualificazione urbanistica; nei fatti, un affare per le mafie, sia nella fase di costruzione e sia nel riciclaggio di denaro sporco attraverso i casinò. Il risultato è un film di grande spettacolarità, un noir metropolitano e un gangster movie che riflette la fine di un’era, di un mondo politico e di un mondo criminale che sta diventando altro ma non sa ancora bene cosa e quindi si agita con sanguinosi colpi di coda in attesa di un nuovo ordine».

INCONTRI DI APPROFONDIMENTO

Sempre nell’ambito della XXII edizione del Festival di Tétouan, si terranno i convegni: “Quando le cinéma raconte les drames méditerranéens”, che rifletterà sul ruolo dei media – in particolare del cinema ma anche dei social network – nella narrazione dei drammi del Mare Nostrum e nel consolidamento del senso di cittadinanza comune dei popoli dell’area mediterranea, e “Le cinéma marocain et les problèmes du langage”, forum che vedrà coinvolti critici, registi e docenti universitari marocchini, francesi e spagnoli sullo stato di salute di una delle cinematografie più vive e pulsanti dell’area e sulle strategie di diffusione e circolazione delle opere in Europa e nel resto del mondo.

Sarà inoltre organizzato un programma pedagogico-didattico che coinvolgerà gli studenti delle scuole superiori e universitari, impegnati nell’analisi e nella valutazione dei titoli dei Concorso accompagnati da esperti come Roland Carré e Tahar Chikhaoui.

Emanuela Gasbarroni, regista e documentarista, esperta di sviluppo, diritti umani, sostenibilità ambientale, cooperaizone internazionale e scambi di know how, sarà membro della Giuria del Concorso Ufficiale della 22° edizione del Festival di Tétouan. La Giuria è completata da Luis Miñarro (regista e produttore, Spagna), Sanaa Alaoui (attrice, Marocco) già premiata al MedFilm festival nel 2007, Élie Yazbek (critico, Libano), Alain Masson (scrittore, Francia) e Michel Demopoulos (critico e produttore, Grecia).

Emanuela Gasbarroni ha curato lo studio, la scrittura e la regia di 13 documentari (tra cui “Fuga per la libertà” e “Eastwest Refugee Camp”), tutti ambientati in Paesi del Mediterraneo come Siria, Libano, Giordania, Israele, Palestina, Egitto, Tunisia, Marocco, Francia, Spagna e Albania. Ha lavorato con molte Organizzazioni Internazionali, come la Commisione Europea, la Banca Mondiale, la Cooperazione italiana e vari Ministeri di Paesi esteri. I suoi film – premiati in diversi festival internazionali – sono stati trasmessi su BBC World, Rai, canali arabi nazionali e internazionali. Giornalista professionista con oltre dieci anni di esperienza in radio, televisione e quotidiani locali e nazionali, da più di nove anni collabora per la Repubblica. Ha lavorato per strategie e piani di comunicazione in Italia e in Libano, workshop sul documentario in Italia ed Egitto per 22 studenti arabi alla televisione egiziana (ERTU). Ha realizzato interviste a beneficiari in cinque paesi arabi per una pubblicazione del programma europeo Swim, sulla gestione idrica integrata sostenibile nel sud del Mediterraneo. Ha diretto una web serie in tredici puntate sulla storia di Rossella Casini, una ragazza di Firenze uccisa dalla ‘Ndrangheta e andata in onda su Repubblica Tv.

IL CINEMA DEL MEDITERRANEO A ROMA

Il MedFilm Festival tornerà a novembre, dal 4 al 12, con un ricco programma di film, anteprime e focus. In particolare verrà dato ampio risalto al rapporto artistico e produttivo tra l’Europa e i paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente. Un’occasione preziosa per dare visibilità alle cinematografie più interessanti della Sponda Sud e della Sponda Nord, in un momento storico delicato e decisivo che ha segnato dall’inizio del 2015 ad oggi, la morte in mare di 4.200 persone, tra cui 330 bambini solamente in Grecia. Per il MedFilm la Diversità e il Dialogo sono valori condivisi: mai come in questa prossima edizione, saranno centrali e forti film e ospiti provenienti da Siria, Marocco, Tunisia, Libia, Algeria, Egitto, Libano, Iraq, Giordania, Arabia Saudita, Palestina e Israele, insieme a tanto cinema europeo di qualità.

Dal 30 marzo aperte le iscrizioni al MedFilm Festival 22° edizione: scadenza 17 luglio 2016

PER L’EVENTO DI TÉTOUAN SI RINGRAZIANO: Rai Com, Luxbox, Ingido, Pathé, Indie Sales.

MEDFILM FESTIVAL 2015: TUTTI I VINCITORI

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MedFilm Festival 2015 – 21° Edizione
6 – 13 novembre | Roma
Cinema Savoy / Museo MACRO

Festival di Interesse Nazionale, Manifestazione Storica del Comune di Roma, Festival di Interesse Culturale per FORUM MEDITERRANEO e PARTENARIATO EURO-MEDITERRANEO

Si è conclusa con successo la 21° Edizione del MedFilm Festival, che ha portato al Cinema Savoy di Roma un ricco cartellone di film, eventi speciali ed incontri di approfondimento. La serata di chiusura ha visto il Premio alla Carriera assegnato al maestro Ugo Gregoretti, uno dei più importanti registi italiani del dopoguerra e un acuto interprete dei cambiamenti del nostro paese. Anticonformista e controcorrente, sempre acuto e in anticipo sui tempi, in pieno accordo con lo spirito del MedFilm Festival. La serata è terminata con la presentazione di “THE LESSON” di Kristina Grozeva e Petar Valchanov, film finalista del LUX Prize in occasione dei LUX Film Days a Roma – IV Edizione.

Un programma composto da 78 film, di cui 51 anteprime italiane, europee ed internazionali, accompagnati da prestigiosi ospiti che hanno aderito con entusiasmo al progetto culturale del festival, stabilendo di volta in volta contatti profondi con il pubblico, dando testimonianza diretta del variegato contesto culturale e politico che rende unica l’area Euro-Mediterranea. Il MedFilm si conferma una festa delle culture e un osservatorio irrinunciabile sul futuro (non solo) del Mare Nostrum e della settima arte.

Il festival desidera ringraziare il pubblico accorso numeroso e gli ospiti che hanno reso memorabili gli otto giorni di festival: Jonas Carpignano, Koudous Seihon, Hagai Levi, Fadi Yeni Turk, Amir Azizi, Paul Hamy, Lamia Joreige, Jilani Saadi, Derya Durmaz, Darine Hotait, Ugo Gregoretti, Josella Porto, Piergiorgio Mangiarotti, Michele Fumeo, Fulvio Risuleo, Eleonora Danco, Aurelio Grimaldi, Andrea Fornasiero, Riccardo Cannella, Valerio Burli, Edoardo Dell’Acqua, Matteo Parisini, Michele Cadei, Giona A. Nazzaro, Anita Lamanna, Erwan Kerzanet, Igiaba Scego, Flavia Barca, Katia Ippaso, Stefano Polli, Crispian Balmer e Roberto Silvestri.

Le Giurie del MedFilm Festival hanno decretato i vincitori della 21° edizione.

CONCORSO LUNGOMETRAGGI

La Giuria, composta da Gianluca Arcopinto, Pietrangelo Buttafuoco, Tilde Corsi, Toni D’Angelo e Paola Saluzzi, ha deciso di assegnare i seguenti premi:

Premio AMORE E PSICHE al Miglior Lungometraggio a: “AND THE LIVING IS EASY” di Lamia Joreige (Libano / Francia)

Per la capacità di raccontare la complessità di un Paese erede di una cultura millenaria che sotto l’apparente normalità del quotidiano cela l’inquietudine del conflitto che lo assedia e che corre inarrestabile da fuori verso il suo cuore. Per aver dato voce all’intelligenza e alla grazia degli stati d’animo dei giovani della città di Beirut che, nell’estenuante tensione tra il partire e il restare, cercano conforto e ispirazione nella bellezza dell’Arte, nella propria Storia, come nel turbamento del presente, in una vitale proiezione e apertura verso l’altro da sé, verso il mondo.

Premio ESPRESSIONE ARTISTICA a: “UNTIL I LOSE MY BREATH” di Emine Emel Balci (Turchia / Germania

Per l’efficace sobrietà del racconto di una ricerca d’identità e di rivendicazione, affidata ad una interprete intensa e semplicemente perfetta.

Premio SPECIALE DELLA GIURIA a: “IMPERMANENT” di Amir Azizi (Iran)

Per la sua capacità di svelare il lato potente e non pubblico della speciale natura iranica: il matriarcato puro. Tutto nella dinamica tra madre e figlie. E tutto, poi, affidato all’inciampo di un proiettile. Assente così come il maschio. Occultato secondo lo schema della narrazione immaginale.

CONCORSO DOCUMENTARI
La Giuria, composta da Crispian Balmer, Enrica Colusso, Aurelio Grimaldi, Marzia Mete e Igiaba Scego, ha deciso di assegnare i seguenti premi:

Premio OPEN EYES al Miglior Documentario a: “ROSHMIA” di Salim Abu Jabal (Palestina / Siria / Emirati Arabi Uniti / Qatar)

Un film coraggiosamente semplice, che racconta con profonda umanità la disgregazione dei rapporti di un’anziana coppia di coniugi sullo sfondo del conflitto israelo-palestinese.

MENZIONE SPECIALE a: “MOTHER OF THE UNBORN” di Nadine Salib (Egitto)

Attraverso il ritratto di una donna vitale che insegue – tra pressioni esteriori e angosce personali – una maternità negata, il film affronta un tema delicato e universale con poesia e originalità.

CONCORSO CORTOMETRAGGI

La Giuria – composta dagli studenti delle Scuole Nazionali di Cinema: Jean-Claude Chincheré, Vera Daidone, Francesco Fanuele, Toni Geitani, Constantinos Giannakopoulos, Dídac Gimeno, Emir Can Göksu e Cynthia Sawma – ha deciso di assegnare i seguenti premi:

Premio METHEXIS al Miglior Cortometraggio a: “THE SPRINGTIME SLEEP” di Dominik Mencej (Slovenia)

Per essere riuscito, attraverso un linguaggio innovativo, a farci entrare profondamente nella narrazione, assumendosi il rischio di proporre un una ricerca artistica in continuo sviluppo, che meglio di ogni altro è riuscito a farsi immagine del senso di Methexis come progetto di ricerca ed incontro attraverso il supporto audiovisivo.

Premio CERVANTES al Cortometraggio più creativo a: “THE PARK” di Randa Maroufi (Marocco / Francia)

Per aver proposto un prodotto del tutto originale ed innovativo, in cui tecnica e narrazione lavorano l’uno al servizio dell’altra. Un corto in cui le inquadrature diventano quadri ed i dialoghi un sottofondo, facendoci riflettere sulla tensione tra animato ed inanimato come nuova forma di comunicazione e narrazione.

La Giuria ha assegnato anche una Menzione Speciale ex aequo a: “A FEW SECONDS” di Nora El Hourch (Francia) e “TEN BUILDINGS AWAY” di Miki Polonski (Israele).

Per la credibilità cinematografica del primo con cui si dispiega la narrazione soprattutto grazie ad un montaggio brillante e alla direzione dei personaggi interpretati con grande intensità; per il linguaggio audiovisivo del secondo, che ci ha messi di fronte ad una storia dalle caratteristiche universali, raccontata attraverso uno stile narrativo asciutto ed efficace, in grado di farci riflettere su una sensibilità culturale comune che unisce i paesi del mediterraneo anche nelle loro differenze e divisioni politiche.

PREMI COLLATERALI DEL 21° MEDFILM FESTIVAL

Premio PIUCULTURE, organizzato con il giornale online PiuCulture e assegnato da Sekou Bamba, Petra Barteková, Ruth Gebresus, Morteza Khaleghi, Francisco León, Louie Ann Malazan, Marjan Shalchian (sette cittadini che vivono a Roma ma provengono da Costa d’Avorio, Slovacchia, Eritrea, Afghanistan, Perù, Filippine e Iran), è andato a “MOUNTAIN” di Yaelle Kayan (Israele).

Per la intensa quotidianità della storia e per la sua capacità di accompagnarci sommessamente nella tragedia ordinaria di un dilemma irrisolvibile. L’ambientazione, compressa tra la luminosità dello spazio dei morti e l’interno claustrofobico dello spazio dei vivi, è fotografata esaltandone i contrasti e dialoga con la straordinaria abilità della protagonista nell’interpretare, con apparente semplicità, una profonda lacerazione interiore tra una sensualità vitale e la impenetrabile rigidità di regole che si considerano giuste. Il dubbio sulla scelta finale con cui il film si conclude rivela che qualunque decisione non è una soluzione e che qualunque affermazione di sé non può che rappresentare nello stesso tempo anche una negazione di sé. Gerusalemme, sullo sfondo, ci rinvia poi ad una dimensione generale della realtà e della storia altrettanto colma di contraddizioni e di paradossi.

Premi delle GIURIE STUDENTI

Gli studenti delle Università La Sapienza, Roma Tre e John Cabot University, hanno deciso di assegnare i seguenti premi:

MIGLIOR LUNGOMETRAGGIO: “MOUNTAIN” di Yaelle Kayan (Israele)

Perché è un film che descrive benissimo la crescita (in questo caso, la decrescita) della protagonista, una solitaria che vorrebbe sentirsi una vera donna in una famiglia che non la rispetta. Il film scorre velocemente, ha contenuti mai banali e il suo finale aperto è decisamente una gran trovata.

MIGLIOR DOCUMENTARIO: “PIRATES OF SALÈ” di Rosa Rogers e Merieme Addou (Marocco / UK)

Perché documenta speranze e fragilità dei ragazzi di strada oltre ad intrattenere con il tema dell’arte circense: solo chi crede in sè stesso riesce a trovare la forza per cambiare la propria condizione. Ci fa intraprendere, con estrema naturalezza, un viaggio nel mondo del circo che è doppiamente rivelatorio. In primo luogo perché l’arte del circo, tra le arti performative, è quella che più di ogni altra si muove secondo regole e modalità proprie e uniche. In secondo luogo, il Cirque Shems’y, deve interagire in una società dove i tabù religiosi rendono più limitata la libertà di movimento dei suoi artisti. Ciò che emerge da questo bellissimo documentario è la magia che riesce bene all’arte: riuscire a liberare tutti da qualsiasi impedimento.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO: “THE SPRINGTIME SLEEP” di Dominik Mencej (Slovenia)

Per l’originalità stilistica che ha saputo riflettere surrealisticamente il mondo interiore della protagonista. La creatività del film traspare sia dal punto di vista sonoro (ben riuscito l’utilizzo del sound design per comunicare l’incomunicabilità quasi totale del personaggio) che visivo (l’impossibilità di condividere la propria identità rappresentata molto bene nella scena dello specchio che, distruggendosi, riflette più che mai l’intraducibilità – e quindi incondivisibilità – della propria immagine interiore).

Menzione speciale a: “I SAY DUST” di Darine Hotait (Libano / USA)

Per la delicatezza e l’intimità con il quale questo corto è riuscito ad esprimere un problema come quello della diaspora, e risultare molto intenso ed emozionante. Il mondo interiore può (e deve) strutturare quello esteriore. Nel caso di “I Say Dust”, «la vita scrive la poesia e la poesia scrive la vita»: in questo senso, il film è riuscito a realizzare l’umano desiderio di condividerla, raccontandola.

MEDFILM FESTIVAL 2015: CERIMONIA DI PREMIAZIONE

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SERATA DI CHIUSURA DELLA 21° EDIZIONE DEL MEDFILM FESTIVAL
VENERDÌ 13 NOVEMBRE, ORE 20:00
CINEMA SAVOY – VIA BERGAMO, 17/25 | ROMA

Durante la serata verrano conferiti i premi ai vincitori della XXI edizione del MedFilm Festival:

PREMIO AMORE E PSICHE – CONCORSO LUNGOMETRAGGI
PREMIO OPEN EYES – CONCORSO DOCUMENTARI
PREMIO METHEXIS – CONCORSO  CORTOMETRAGGI
PREMIO CERVANTES – CONCORSO  CORTOMETRAGGI

PREMIO ALLA CARRIERA
a Ugo Gregoretti

LUX FILM DAYS A ROMA

Con il MedFilm Festival tornano i LUX Film Days a Roma, che presentano i tre film finalisti del LUX Prize, riconoscimento assegnato ogni anno dal Parlamento di Strasburgo e finalizzato a promuovere il cinema europeo. Con il LUX Prize e i LUX Film Days il cinema promuove le diversità culturali, attraversa le barriere linguistiche e raggiunge i cittadini. Dopo la cerimonia di premiazione del MedFilm Festival, verrà proiettata la pellicola “UROK” di Kristina Grozeva e Petar Valchanov.

SINOSSI

In una piccola cittadina bulgara, Nadia è una professoressa di inglese che ai suoi studenti vorrebbe insegnare l’onestà e il rigore morale. Quando uno di loro viene derubato, Nadia esige che il colpevole salti fuori. Ma la scoperta di uno sfratto imminente la forzerà a cambiare prospettiva e, messa alle strette, si scoprirà disposta a tutto pur di ottenere i soldi di cui ha bisogno.

MEDFILM FESTIVAL 2015: PREMIO ALLA CARRIERA UGO GREGORETTI

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PREMIO ALLA CARRIERA 2015
CERIMONIA DI PREMIAZIONE
13 NOVEMBRE, ORE 20:00 – CINEMA SAVOY

Il Premio alla Carriera 2015 sarà conferito a UGO GREGORETTI in occasione della Cerimonia di premiazione che si terrà il 13 novembre, alle ore 20:00, presso il Cinema Savoy.

UGO GREGORETTI

Nato a Roma il 28 settembre 1930, Ugo Gregoretti è uno dei più importanti registi italiani del dopoguerra e un acuto interprete dei cambiamenti del nostro paese. Giornalista, autore teatrale e televisivo, attore, è stato tra i pionieri che in Italia hanno inventato “le televisioni”, osservando con profonda ironia i mutamenti del costume in trasmissioni come “Controfagotto” (1960), “Il Circolo Pickwick” (1968), “Romanzo popolare italiano” (1975), “Uova fatali” (1977) e “Sottotraccia” (1991). Il suo lavoro d’autore, dal 1954 ad oggi, ha abbracciato i generi più disparati, dal documentario allo sceneggiato, dal réportage alla presa diretta e alla denuncia.

Anticonformista e controcorrente, sempre acuto e in anticipo sui tempi, debutta al cinema nel 1962 con “I nuovi angeli”, film-inchiesta in otto episodi che descrive le sorprese che può riservare la nuova generazione che si affaccia alla ribalta degli anni sessanta. Nel 1963 dirige “Omicron“, nel quale fonde fantascienza e satira sociale, e il caustico episodio “Il pollo ruspante” del collettivo Ro.Go.Pa.G. (Rosselini, Godard e Pasolini). Al film ad episodi torna un anno dopo con “Le più belle truffe del mondo” (per il quale affianca Roman Polanski, Claude Chabrol e Hiromichio Horikawa) e “Le belle famiglie” (interpretato da Totò, Sandra Milo e Annie Girardot), e successivamente con “Lungo le rive della morte per Scossa” (2011). Al cinema dona anche due documentari (“Apollon, una fabbrica occupata”, 1969; “Contratto”, 1971) e l’autobiografico e onirico “Maggio musicale” (1990). Fondamentale è il suo contributo nel settore teatrale, in particolare nella realizzazione di regie per numerosi spettacoli di autori quali Rossini e Puccini. Ha diretto dal 1985 al 1989 il Teatro Stabile di Torino, oltre alla rassegna teatrale “Benevento città spettacolo”.

È stato inoltre presidente dell’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, nonché presidente dell’ANAC, Associazione Nazionale degli Autori Cinematografici. Nel 2006 ha pubblicato la sua autobiografia, intitolata “La storia sono io”. Con finale aperto.

MEDFILM FESTIVAL 2015: CERIMONIA DI APERTURA

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MEDFILM FESTIVAL XXI EDIZIONE
CERIMONIA D’APERTURA
6 NOVEMBRE, 20:00 – CINEMA SAVOY

Siamo lieti di annunciare la cerimonia di apertura della XXI edizione del MedFilm Festival, che si terrà venerdì 6 Novembre alle ore 20:00 presso il Cinema Savoy. Nel corso della serata, verrà consegnato il Premio Koiné alla S.I.M.M – Società Italiana di Medicina delle Migrazioni.

A seguire, proiezione del film “MEDITERRANEA” di Jonas Carpignano, finalista del Premio LUX 2015. Introdurrà Silvia Costa, Presidente della Commissione Cultura del Parlamento europeo. Il regista e l’attore Koudous Seihon, saranno presenti in sala.

SINOSSI

Ayiva è partito dalla sua nativa Burkina Faso in cerca di un lavoro che gli permetta di provvedere a sua sorella e a sua figlia. Emigrato in Italia, cerca di adattarsi alla sua nuova vita, ma la tensione nella locale comunità calabrese continua ad aumentare e le cose si fanno sempre più pericolose.

JONAS CARPIGNANO

Nato a New York nel 1984, debutta nel 2006 con il cortometraggio “La casa d’argento Bava”. Il cortometraggio “A Chjàna” (2011) si aggiudica il premio per il Miglior Cortometraggio alla Mostra di Venezia e ottiene anche una Menzione Speciale ai Nastri d’Argento. Nel 2014 “A Ciambra” viene presentato al Festival di Cannes, nella Selezione Ufficiale della Settimana della Critica dove vince il Discovery Award. “Mediterranea” è il suo primo lungometraggio.

MEDFILM FESTIVAL 2015: CONFERENZA STAMPA DELLA XXI EDIZIONE DEL MEDFILM FESTIVAL

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PRESENTAZIONE PROGRAMMA MEDFILM FESTIVAL XXI EDIZIONE
MERCOLEDÌ 4 NOVEMBRE, ORE 11:00
ENOTECA SPIRITI | PIAZZA DI PIETRA, 32/33 – ROMA

Il manifesto del 21° MedFilm Festival è tratto dall’opera Centro di permanenza temporanea di Adrian Paci, artista migrante nato in Albania nel 1969 e arrivato in Italia nel 1997. L’immagine incrocia tematiche care al festival come immigrazione, lavoro e continuo movimento quali metafora della condizione umana. Alcuni immigrati in attesa di essere rimpatriati attendono sulla scala di un aereo che non c’è: uomini e donne rimangono intrappolati tra uno stato di transizione e il totale immobilismo, stato che caratterizza la dislocazione dei migranti intorno al globo.

La conferenza stampa dell’imminente edizione del MedFilm Festival si terrà presso l’Enoteca Spiriti di piazza di Pietra. Dopo la presentazione del programma saremo lieti di offrire un brunch dal gusto mediterraneo.

Per informazioni: [email protected]

MEDFILM FESTIVAL – RACCONTI DAL MARE DI MEZZO

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MEDFILM FESTIVAL – RACCONTI DAL MARE DI MEZZO
Piazza del MAXXI, Spazio YAP | Ingresso libero

Quattro film chiave e altrettanti incontri con autori e giornalisti internazionali per affrontare gli aspetti più spinosi della nostra epoca

L’identità Rom e la persecuzione razziale, il conflitto israelo-palestinese, i diritti civili e la diversità sessuale sono i temi della selezione di film proiettati al MAXXI e proposti nelle precedenti edizioni del MedFilm Festival, in perfetto equilibrio tra le sponde nord e sud del Mediterraneo, riflessione teorica e intrattenimento, rigore e fantasia. Quattro pellicole che raccontano la nostra epoca sfidando confini e pregiudizi.

PRIMO APPUNTAMENTO

Martedì 15 settembre, ore 19:00
“LIBERTÉ” di Tony Gatlif, vincitore del Premio Espressione Artistica al MedFilm Festival 2010. Un toccante affresco dedicato ad una pagina dolorosa della storia Rom: il Porrajmos, il genocidio dimenticato di Rom e Sinti. Prima e dopo la proiezione, esibizione ed incontro con Santino Spinelli – in arte Alexian – compositore, cantautore, insegnante, poeta e saggista appartenente alla comunità Romanès.

PROSSIMI APPUNTAMENTI

Martedì 22 settembre, ore 19:00
“THE ATTACK” di Ziad DoueiriPremio “Amore e Psiche” al MedFilm Festival 2013

Martedì 29 settembre 2015, ore 19:00
“THE PARADE – LA SFILATA” di Srdjan DragojevicPremio “Amore e Psiche” al MedFilm Festival 2012

Martedì 6 ottobre 2015, ore 19:00
“LES HOMMES LIBRES” di Ismaël FerroukhiPremio della Giuria al MedFilm Festival 2011

MEDFILM FESTIVAL – RACCONTI DAL MARE DI MEZZO è parte di YAP FEST 2015, il programma di eventi estivi del museo, tutti a ingresso libero, all’insegna del dialogo tra cultura, divertimento e tempo libero. Sullo sfondo, l’installazione Great Land (una angolo di campagna e relax nella piazza del museo) del gruppo romano Corte, vincitore di YAP MAXXI 2015 (Young Architects Program), il programma di promozione e sostegno alla giovane architettura, giunto alla sua quinta edizione italiana, organizzato dal MAXXI in collaborazione con il MoMA/MoMA PS1 di New York, Constructo di Santiago del Cile, Istanbul Modern (Turchia) e MMCA National Museum of Modern and Contemporary Art di Seoul (Corea).

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