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MedFilm Festival 2008

Film | Crossing the Bridge

|  Il Cinema di Fatih Akin


Foto Fatih Akin MedFilm Festival 2008, in collaborazione con il Goethe Institut Rom, è orgoglioso di presentare, per la prima volta in Italia, l'intera opera cinematografica di Fatih Akin.



Tedesco di seconda generazione, nato ad Amburgo nel 1973, Fatih Akin esprime nelle sue pellicole un mondo sinuoso e delicato, poetico e al tempo stesso ironico e crudo. Racconta conflitti culturali, identità violate, vite on the road, aspri drammi quotidiani. Il suo non è solo cinema d'emigrazione, sebbene nelle sue opere il distacco tra la patria d'accoglienza e quella d'origine sia sempre un tema forte e sentito. Nelle strade brulicanti della Germania, nei vicoli bui, nei silenzi e nei rumori sconfinati, sembrano rivivere le bellezze e le contraddizioni della Turchia. Con uno stile che poggia su sospensioni temporali, solide impalcature narrative, improvvise esplosioni passionali, spunti satirici al limite del grottesco, frammentazioni dei punti di vista, il regista si impone sin da subito come moderno cantore di tradizioni e differenze, conflitti e integrazioni.

Tra il 1994 e il 2000 Fatih Akin studia comunicazione visiva all'Accademia di Belle Arti di Amburgo. Il primo corto Sensin - Du bist es! (Sensin - You're the One!, 1995) vince il premio del pubblico al Hamburg International Short Film Festival. L'esordio nel lungometraggio arriva nel 1997 con Kurz und schmerzlos (Short Sharp Shock), un puzzle denso e colorato sulle vite di tre immigrati (un turco, un serbo e un greco) ad Amburgo. Il film ottiene il Pardo di Bronzo al Festival di Locarno e il premio come miglior esordiente ai Bavarian Awards di Monaco.

Im Juli (In July, 2000) è un road movie che vede protagonista un professore in viaggio nell'Europa dell'Est, con meta ultima Istanbul. Obiettivo agognato per riscoprire le proprie origini, porsi uno scopo, ritrovare la coscienza delle radici. Un filo rosso che unisce tanti emigrati di seconda generazione. Una rincorsa verso l'identità d'origine che torna prepotente nella terza regia Wir haben vergessen zurückzukehren (I Think About Germany: "We Forgot to Go Back" , 2001), un progetto molto intimo, documentario sul ritorno dei genitori del regista dalla Germania alla Turchia, che diventa pretesto per esplorare sentimenti comuni a tutte le persone lontane dalla propria casa, non necessariamente quella d'origine.

Solino (2002) è un'altra storia di immigrazione, questa volta di una famiglia pugliese trasferitasi a Duisburg negli anni 60. La Germania vive un profondo cambiamento, è il cinema stesso a guidare i sogni e le aspirazioni dei due fratelli protagonisti. Conflitti e incomprensioni non potranno scalfire la vita condotta insieme, quando il ritorno al paese natale serve da sguardo e ricognizione verso il passato comune. Nel 2003 il regista fonda con l'amico Klaus Maek una piccola casa di produzione, la Corazón International. La società realizza i suoi film, supporta e co-produce il debutto alla regia del turco Oezer Kiziltan, Takva - A Man's Fear of God (2006), diventa partner del documentario italiano Uomini d'onore (Francesco Sbano, 2006) e di Mamorosh del serbo Moma Mrdakovic.

È il preludio al successo internazionale che Akin ottiene nel 2003: La sposa turca (Gegen die wand, Head-On) vince l'Orso d'Oro al Festival di Berlino. La completezza formale è raggiunta, nella vicenda di Cahit e Sibel emerge un duro realismo, un sentito mal di vivere, una tensione crescente. Un dramma interetnico che si muove tra la difficoltà di rimanere fedele alle tradizioni e la voglia di abbracciare il nuovo. Un film spigoloso e al tempo stesso delicato, che trova un punto d'equilibrio tra le pulsioni mélo di Fassbinder, la stralunata comicità di Kaurismaki e Kusturica, la coralità polifonica dei perdenti di Jim Jarmusch, un riferimento mai nascosto dall'autore. Il tutto è sottolineato dagli intervalli musicali di una immobile banda che suona sulle rive del Bosforo.

Ed è proprio la musica al centro del successivo Crossing the Bridge - The Sound of Istanbul (2004), documentario presentato a Cannes, flusso sonoro sulla scena rock, hip hop e folk della grande città turca. Il ponte da attraversare è quello tra le due culture che si intrecciano, Oriente e Occidente. A guidare l'occhio della macchina da presa tra club, dance hall, bar fumosi, periferie e balere, Alexandre Hacke, già autore delle musiche di La sposa turca e membro della industrial band tedesca Einststürzende Neubauten.

Il ritorno alla fiction è del 2007 con Ai confini del Paradiso (Auf der anderei Seite, The Edge of Heaven), seconda parte della trilogia su Amore, Morte & il Diavolo e premiato per la miglior sceneggiatura al Festival di Cannes. Sei personaggi che si incrociano, ognuno alla ricerca di qualcosa. Tra Amburgo, Brema, Istanbul, Trabzon, sradicamento, confusione esistenziale, solitudine, compongono un dedalo, una ragnatela di relazioni che ammalia e stordisce, donando soltanto allo spettatore la chiave per ricostruire drammi privati e attrazioni/repulsioni politiche. Perché si può restare separati dai propri ideali, così come superarli e poi arrivare "dall'altra parte".

Ai Confini del Paradiso Aud der anderen Seite
The Edge of Heaven
(Ai confini del Paradiso)

di Faith Akin
122', 2007
[8 Nov, 22.00 - Teatro dei Dioscuri]


Premiato per la migliore sceneggiatura al Festival di Cannes, è la seconda parte della trilogia di Fatih Akin su Amore, Morte & il Diavolo. Un intreccio di personaggi, sentimenti e storie tra Germania e Turchia. Una ricerca costante di qualcosa che faccia scoprire la vera essenza di noi stessi.


Crossing the Bridge Crossing the Bridge - The Sound of Istanbul
di Fatih Akin
92', 2004
[7 Nov, 20.00 - Teatro dei Dioscuri]


Un appassionante e colorato documentario tra i rumori, le passioni e i suoni di Istanbul. La scena musicale della città turca - dal rock all'hip hop, dalla psichedelia ai canti tradizionali - fa da filo conduttore per esplorare i sentieri che legano Oriente e Occidente. A guidarci in questo viaggio, Alexander Hacke, membro della industrial band tedesca Einstürzende Neubauten.


La Sposa Turca Gegen die Wand
Head-On
(La sposa turca)

di Fatih Akin
121', 2003
[9 Nov, 16.00 - Teatro dei Dioscuri]


Il film che consacra a livello internazionale il talento di Fatih Akin, vincitore dell'Orso d'oro al Festival di Berlino. Una storia d'amore che affoga nel mal di vivere, dipinta con un realismo esasperato, toni grotteschi e una crescente tensione. Un dramma interetnico che mette a nudo la difficoltà di rimanere fedeli alle proprie tradizioni in un mondo che cambia rapidamente.


Solino Solino
di Fatih Akin
124', 2002
[11 Nov, 20.00 - Teatro dei Dioscuri]


Storia d'immigrazione nella Germania degli anni 60. Generazioni e caratteri differenti a confronto in una famiglia che da una piccola città della Puglia (Solino, appunto) si trasferisce in cerca di fortuna a Duisburg.


When I Think about Germany - We Forgot to Go Back Denk ich an Deutschland - Wir haben vergessen zurüeckzukehren
When I Think about Germany - "We Forgot to Go Back"

di Fatih Akin
60', 2001
[12 Nov, 20.00 - Teatro dei Dioscuri]


Un documentario intimo e quasi privato, che Fatih Akin dedica alla propria famiglia. In particolare al padre, arrivato in Germania per lavoro nel 1965 con la moglie e mai più tornato in patria. Il film è l'occasione per intraprendere un viaggio di ritorno verso la natia Filyos, piccola cittadina di pescatori sul Mar Nero.


Im Juli Im Juli
In July
di Fatih Akin
99', 2000
[10 Nov, 20.00 - Teatro dei Dioscuri]


Un road movie il cui fulcro è un tema comune a tanti immigrati di seconda generazione: scoprire l'origine delle proprie radici. Alle prese con questo viaggio, un timido e impacciato professore di fisica e una stravagante amica, scaraventati nei Balcani alla ricerca di una giovane turca.


Kurz und schmerzlos Kurz und schmerzlos
Short Sharp Shock

di Fatih Akin
100', 1997
[7 Nov, 22.00 - Teatro dei Dioscuri]


L'esordio nel lungometraggio di Fatih Akin, Pardo di Bronzo al Festival di Locarno e miglior esordiente ai Bavarian Awards di Monaco. Tre amici immigrati (un greco, un serbo e un turco) ad Altona, quartiere multietnico di Amburgo. Tra solidarietà, promesse mancate e la speranza di un avvenire migliore.


Geturkt Getürkt
Weed

di Fatih Akin
12', 1997
[12 Nov, 20.00 - Teatro dei Dioscuri]


Cortometraggio ironico e beffardo sulle particolari vacanze di un ragazzo turco sul Mar Nero. Interpretato dallo stesso Akin.


Sensin Sensin - Du bist es!
Sensis - You're the One!

di Fatih Akin
11', 1995
[12 Nov, 20.00 - Teatro dei Dioscuri]


Premio del pubblico al Hamburg International Short Film Festival, un corto sui difficili gusti di Kubilei, giovane turco appassionato di Marlboro, punk e Robert De Niro...






 

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