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Premi Speciali
| Premio Koiné
Tahar Ben Jelloun
Nato a Fès (Marocco) nel 1944, Tahar Ben Jelloun è uno dei maggiori poeti e scrittori franco-marocchini. Dopo i primi studi coranici, sia in arabo che in francese, nel 1955 si trasferisce a Tangeri dove conclude tra varie difficoltà gli studi fino al diploma nel 1963. A Rabat studia Filosofia: è costretto però ad interrompere i corsi di laurea perché nel 1965, durante le rivolte studentesche che avvengono nelle maggiori città marocchine, è accusato di essere uno degli organizzatori delle manifestazioni e viene mandato in un campo disciplinare dell'esercito.
Nel 1968 torna in libertà e può finalmente completare gli studi. Del 1968 è la sua prima opera, "L'aube des dalles", edita dal magazine "Souffles". La casa editrice Atalantes è colpita dal suo talento e nel 1970 pubblica la raccolta di poesie "Hommes sous linceul de silence". Nel 1971, una circolare del Ministero dell'Interno obbliga l'insegnamento della filosofia in arabo: Ben Jelloun lascia così il Marocco e si trasferisce a Parigi, dove prepara un dottorato di ricerca in psicologia. In Francia inizia una collaborazione editoriale con "Le Monde" e tra il 1975 e il 1983 pubblica numerosi romanzi, tra i quali "La plus haute des solitudes" ottiene un inaspettato quanto clamoroso successo.
Lavori come "Hospitalité française" (1984), "L'enfant de sable" (1984), "La nuit sacrée" (1987), "La remontée des cendres" (1991) e "Le racisme expliqué à ma fille" (1998) lo confermano come uno degli scrittori odierni più apprezzati e affermati, tanto da fargli ottenere nel 1998 dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, il "Global Tolerance Award". Ben Jelloun è anche membro della giuria del concorso "Goncourt", il più prestigioso premio letterario francese. Con il suo stile fluido e lineare ha sostenuto con impegno la lotta al razzismo, ha promosso la riscoperta delle radici legate a racconti, leggende, miti e riti dell'area del Maghreb africano e analizzato con lucidità e forza i nodi del colonialismo e dell'integralismo islamico. In Italia, Ben Jelloun ha collaborato con "Il Corriere della Sera", "Panorama", "La Repubblica" e "L'Espresso", analizzando soprattutto temi legati all'immigrazione e alla cultura araba ed islamica.
| Premio Nuovi Talenti
Sanaa Alaoui
Attrice tra le più versatili ed affascinanti del nuovo cinema marocchino, Sanaa Alaoui ha già all'attivo numerose esperienze nonostante la giovane età. Ha infatti recitato in tantissimi film di produzioni diverse, tra Marocco, Francia, Messico e Spagna.
Per la televisione ha interpretato le serie Les Rimaquois (2006), Famille d'accueil (2008) e Duval et Moretti (2008).
Per il cinema, ha lavorato con registi quali Rachid Benhadj (Il pane nudo - El khoubz el hafi, 2005), Abdelkader Lagtaâ (Yasmine et les Hommes, 2007), Irene Cardona (Un novio para Yasmina, 2008; premio del pubblico al Festival di Montpellier e miglior film al Festival di Nantes), Silvia Munt (Bajo el mismo cielo, 2008) e Lahcen Zinoun (Oud l'Ward - La beauté éparpillée, 2008), per il quale ha vinto il Premio come Miglior Attrice Protagonista al Festival di Tangeri.
| Premio Creatività e Innovazione
Francesco Cuomo
Francesco Cuomo, giovane artista classe 1973, nato ad Eboli ma trapiantato a Firenze. La sua carriera ha inizio nel 1996, quando comincia a "scrivere e dipingere semplicemente per amore". Non esistono confini, alle tele si affiancano versi e stoffe. Perché l'esigenza è quella di un'arte che sia globale e tattile, per poterne godere spiritualmente e fisicamente.
Le sue personali, come quella al World's Artists di Roma, sono quasi una parodia divertita e dissacrante del vivere moderno. Cuomo è uno dei pochi artisti italiani a esporre in permanenza alla Galleria del Palazzo Enrico Coveri di Firenze. La collaborazione con la maison Coveri ha portato alla realizzazione di una collezione ispirata dall'opera "Narciso". Con una vena tra l'ironico ed il beffardo, Cuomo fa esplodere le sue tele di gioia e fantasia, in un tripudio di positività che spiazza, perché tanto efficace quanto provocatoria.
Francesco Cuomo ha esposto nelle Fiere d'arte più importanti in Italia e all'estero, tra cui Verona, Genova, Bergamo, Padova, Shangai, Stoccolma. Tra le sue ultime fatiche, la "Mirabili - Arte d'Abitare", per cui crea totem luminosi e bizzarre borse in pelle.
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